COMITATO REGIONALE SICILIA

La Sicilia saluta il Torneo delle Regioni al primo turno "Rimane una grande esperienza formativa per i nostri giovani”

Under 19
30/03/2026
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La Sicilia saluta il Torneo delle Regioni. In Puglia, nella giornata decisiva, le selezioni ci provano, ma non riescono nell’impresa di ribaltare la situazione e di portare a casa la qualificazione ai quarti di finale. Per gli allenatori delle quattro rappresentative, smaltita la delusione per la mancata qualificazione, il bilancio da tracciare è certamente positivo in termini esperienziali e sul piano del gioco espresso.

UNDER 15, NON BASTA UN GRANDE PRIMO TEMPO. L’Under 15 di Giacomo Tedesco cede 2-0 alla Lombardia, che chiude al primo posto, ma il risultato non rispecchia fedelmente l’andamento della partita. Merito dei siciliani che disputano un grande primo tempo suggellato dalle diverse occasioni da rete maturate nel corso dei primi 35 minuti. La Lombardia colpisce nell’unico tiro del primo, legittimando nella ripresa.

Giacomo Tedesco analizza la sua esperienza in panchina da selezionatore senza non soffermarsi sulla partita con la Lombardia. “La Lombardia vince e passa il turno. La Sicilia torna a casa. Ma torna a casa a testa alta. Perché quella disputata dai ragazzi è stata una partita straordinaria: tante occasioni create, gioco espresso con qualità e personalità. La Lombardia è stata cinica, concreta: un tiro, un gol. La Sicilia ha costruito sei, sette palle gol senza riuscire a concretizzare. Ma chi ha assistito alla gara non può che fare i complimenti a questo gruppo, capace di mettere sotto l’avversario per gran parte del primo tempo. Poi, nella ripresa, nel tentativo di riequilibrare il risultato, la squadra si è sbilanciata, arrivando a subire il raddoppio”.

IL BILANCIO DI TEDESCO. Un epilogo che non cancella quanto di buono fatto lungo tutto il percorso: un Torneo delle Regioni giocato da protagonista, con identità e coraggio. L’esperienza da selezionatore resta estremamente positiva. Non solo per aver portato qui i migliori talenti, offrendo loro una vetrina importante — e con la concreta possibilità che qualcuno possa approdare nel calcio professionistico — ma soprattutto per aver costruito un grande gruppo. Non basta scegliere i più forti: serve creare coesione, spirito, appartenenza. E questi ragazzi lo hanno dimostrato, lottando fino all’ultimo pallone. Il calcio, del resto, è anche questo: non sempre vince chi gioca meglio, ma chi riesce a segnare. La Lombardia ha concretizzato, la Sicilia ha espresso gioco. Il futuro? Il messaggio finale è chiaro: credere nei propri sogni, lottare su ogni pallone, non smettere mai di inseguire ciò che si desidera. È un percorso difficile, ma possibile. E tra questi ragazzi ci sono elementi validi, pronti a provarci fino in fondo.

UNDER 17, UNA RIMONTA DI… CUORE. Ci ha provato l’Under 17 di Daniele Di Salvo. Ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. La Lombardia è cinica e sigla il doppio vantaggio con Suarez e Calabria. Non si rassegnano i siciliani che firmano la rimonta con Marchiano e Peri (secondo gol in questa edizione). Passano il turno la Campania, vittorioso sull’Abruzzo che approda ai quarti come miglior seconda.

IL BILANCIO DI DANIELE DI SALVO (TECNICO UNDER 17). “È stato un percorso lungo in cui probabilmente abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo. Anche oggi i ragazzi hanno dato il massimo, dimostrando attaccamento, spirito di sacrificio e capacità di lottare fino alla fine. Il senso di appartenenza è stato evidente. La partita è stata condizionata da due episodi, ma la squadra ha reagito con carattere, riuscendo a rimettere in piedi una gara che sembrava compromessa”. Di Salvo continua: “Sapevamo che il torneo fosse difficile e deciso spesso da dettagli. In passato anche con cinque o sei punti si è rimasti fuori; quest’anno, con due pareggi e una sola sconfitta, il bottino è stato inferiore ai valori espressi. L’obiettivo non era solo il risultato, ma rappresentare il calcio siciliano, mostrando qualità, identità e valori. Abbiamo dato visibilità a tanti ragazzi talentuosi, portando fuori dalla Sicilia un’idea di calcio fatta non solo di tecnica, ma anche di comportamenti e cultura sportiva. Tutti i gruppi si sono distinti sotto questo aspetto”. Il futuro è già disegnato sul piano operativo: “Un ringraziamento particolare va ai ragazzi, straordinari per impegno ed educazione, ma anche alle società e ai tecnici che lavorano quotidianamente sulla loro crescita. In futuro sarà fondamentale rafforzare questa collaborazione, per continuare a valorizzare i migliori talenti. I ragazzi tornano a casa con un bagaglio importante: un’esperienza formativa che li aiuta a crescere, a diventare più autonomi e a comprendere il valore del calcio come percorso di maturazione, oltre il risultato”.

FEMMINILE. La squadra femminile di Irene Intravaia cede alla forte Lombardia per 4-0. Ma Barbara (che para un rigore) e compagne avevano sfiorato il gol del vantaggio. Ma contro le campionesse in carica – vittoriose in Sicilia nella finale di Taormina – alla distanza non c’è stato nulla da fare. Il tecnico Irene Intravaia spiega: “Potevamo sbloccare il risultato. Dispiace, ma è giusto riconoscere la solidità della Lombardia: una grande squadra, espressione di un bacino importante. La nota positiva è la prova delle ragazze, rimaste in partita fino alla fine. La prima vera occasione è stata nostra, poi, come spesso accade, “gol sbagliato, gol subito”. Loro hanno trovato vantaggio e fiducia, riuscendo ad allungare. Nonostante questo, la squadra si è comportata bene, con carattere e organizzazione”. Il bilancio dell’esperienza: “Certo pesa un po’ la seconda partita con l’Abruzzo. Il 2-1 è stato impreziosito dallo straordinario gol di Sara Barbara, una giocata che ha fatto il giro d’Italia. Episodi così confermano il peso dei social come cassa di risonanza, soprattutto per il calcio femminile”. La crescita del movimento femminile continua: “La Sicilia sta lavorando bene e i segnali arrivano dai talenti e dalle giocate. Serve ancora tempo, ma la direzione è quella giusta, anche grazie al supporto delle società”. Irene Intravaia parla del suo amore per il calcio. “Ho giocato a lungo, oggi sono un’allenatrice, impegnata anche con i più piccoli: una passione che continua, che vivo in modo speciale. L’abbraccio con un bambino racconta il senso di tutto: nello sport, i più giovani sono entusiasmo e futuro. È su di loro che bisogna investire”.

UNDER 19. Non basta una grande partita dell’Under 19 di Giancarlo Betta. Nella ripresa, la Lombardia firma il gol qualificazione. Escono tra i complimenti i giovani siciliani, che ritornano a casa con un bagaglio di esperienza importante. L’analisi finale di Betta. “Si chiude – spiega - l’esperienza dell’Under 19 al Trofeo delle Regioni, da valutare oltre il risultato.

Sul campo la squadra ha espresso un calcio di qualità, ricevendo apprezzamenti da addetti ai lavori e osservatori. Per lunghi tratti è stata tra le poche capaci di proporre un gioco organizzato e riconoscibile, con grande disponibilità e atteggiamento”.

Betta prosegue: “Emergono però alcune criticità. Sul piano fisico, nella gara con la Lombardia, soprattutto nel secondo tempo, si è vista una loro maggiore struttura atletica. Dopo aver retto sul piano tecnico, abbiamo pagato nella tenuta fisica”.

Incide, in generale, anche la composizione della rosa secondo i ruoli e la predisposizione: “Buona presenza di giocatori difensivi e di equilibrio, ma meno soluzioni offensive. A fronte di una buona mole di gioco, è mancata efficacia realizzativa. Resta un’esperienza utile per la crescita dei ragazzi e per analizzare il movimento giovanile dilettantistico siciliano, evidenziandone punti di forza e margini di miglioramento. Si riparte da qui, con l’obiettivo di presentarsi più competitivi nelle prossime edizioni”.

 

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